Il nuovo Decreto Rilancio ha recentemente introdotto il cosiddetto superbonus con detrazioni al 110% sulle ristrutturazioni, ovvero la possibilità di effettuare dei lavori di riqualificazione a detrazione d’imposta sulle spese sostenute. Il fatto che la detrazione superi la cifra spesa per i lavori significa che lo Stato arriva a rimborsare un 10% in più rispetto a quanto sostenuto, ma dobbiamo capire bene il meccanismo con il quale possiamo accedere a questo generoso contributo perché ovviamente ci sono regole e restrizioni ben precise da rispettare per potervi accedere.

Le condizioni per usufruire della detrazione

Per poter usufruire delle agevolazioni fiscali bisogna rispettare determinate condizioni:

• L’immobile soggetto a ristrutturazione non deve avere pendenze o abusi edilizi, pena il decadimento di ogni diritto sul Superbonus
• I lavori di riqualificazione effettuati devono necessariamente far salire l’immobile di due categorie energetiche (e tutto deve essere certificato, ovviamente, con relativa APE).
• Se su uno stesso immobile vengono effettuati più lavori di riqualificazione che hanno diritto allo sgravio fiscale, la somma massima detraibile è la somma dei limiti di spesa fissati per ogni intervento.
• Il bonus detrazioni si applica anche ai cosiddetti “lavori trainati”, ovvero a tutte quelle ristrutturazioni fatte congiuntamente ai lavori principali, come ad esempio la sostituzione degli infissi. A patto che i lavori siano eseguiti entro il periodo concordato.
• i nuovi infissi devono rispettare i requisiti di trasmittanza definiti dal Decreto 26 Gennaio 2010.

Condizione indispensabile per fruire della detrazione è che tutti i pagamenti siano eseguiti con bonifici bancari o postali parlanti, con causale e codice fiscale della ditta appaltata.

C’è l’obbligo di depositare in comune la certificazione di inizio lavori e relazione tecnica d’intervento, e di farsi rilasciare attestazione di prestazione energetica pre e post intervento edilizio così da dimostrare l’effettivo passaggio di due categorie (per esempio da D a B).

In alternativa all’utilizzo della detrazione fiscale, il governo da una interessante opzione per “cedere” lo sconto direttamente alla ditta che esegue i lavori, che di fatto anticipa i costi di intervento e usufruisce del 10% di guadagno che il Superbonus regala a chi ristruttura. Per lavori di grandi dimensioni (pensiamo ai condomini) c’è anche la possibilità di farsi anticipare il capitale da banche e assicurazioni che da parte loro tratterranno una parte di quel 10% totale come commissione per il prestito.

É bene sottolineare che si ha diritto alla detrazione qualora ci sia un miglioramento energetico.
La semplice sostituzione degli infissi, qualora questi siano originariamente già conformi agli indici richiesti, non è sufficiente per fruire della detrazione, ma possono rientrare in detrazione appunto come lavori “trainati” in caso rientrino in un contesto di ristrutturazione più ampio e che rispetti i requisiti sopraindicati.

In caso esistano i requisiti e si proceda alla ristrutturazione con almeno due passaggi di categoria energetica, ecco che sarà possibile anche la sostituzione completa degli infissi come “lavori trainati”. Sono incluse nel Superbonus le spese di progettazione, i materiali e la manodopera.

Chi può usufruire della detrazione fiscale

Per quanto rigurda le persone fisiche, si ha diritto all’utilizzo dei Superbonus 110% al massimo su due unità immobiliari e eventuali parti comuni condominiali, a patto che non rientrino nelle categorie catastali considerate di lusso (A8, A9 e A1)

Nel dettaglio possono usufruire della detrazione:
– le persone fisiche, fuori da attività di impresa, arti e professioni.
– condomini, in assenza di amministratore di condominio
– organizzazioni, onlus e associazioni sportive
– appartenenti a cooperative di abitazione, su immobili assegnati ai soci

Gli adempimenti

Per beneficiare dell’agevolazione fiscale sono necessari:

• attestazione di tecnico qualificato, pre e post lavori, di APE energetica che attesti almeno due passaggi migliorativi

• comunicazioni ufficiali su posta certificata

• dichiarazione di un tecnico del rispetto dei requisiti secondo norma

• dichiarazione di congruità delle spese sostenute secondo tabella regionale dei lavori

• certificazione di assenza di abusi edilizi privati o condominiali

• stipula di polizza assicurativa sulla resposabilità civile con massimale di almeno 500.000 euro o somma delle spese per i lavori effettuati

• in caso di cessione del bonus, copia attraverso CAF abilitato della trasmissione della dichiarazione dei redditi

• in caso di cessione del bonus, copia trasmissione della comunicazione online all’Agenzia delle Entrate tramite apposito modulo online

I documenti sopra indicati devono sempre essere rilasciati da tecnici abilitati alla progettazione di edifici e impianti nell’ambito delle competenze a essi attribuite dalla legislazione vigente, iscritti ai rispettivi ordini e collegi, e risultare ogni pagamenti con bonifico e relativa fattura.

Quali documenti trasmettere all’Enea?

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori occorre spedire in via telematica, attraverso l’applicazione web dell’Enea raggiungibile dal sito www.acs.enea.it i dati indicati nella scheda descrittiva degli interventi realizzati.

Non occorre inviare a ENEA alcuna comunicazione preventiva. Lo ha chiarito l’agenzia stessa tramite circolare e in una FAQ riguardante le agevolazioni fiscali comprese nel decreto rilancio per gli edifici esistenti , ex legge 296/06.

Come fare i pagamenti?

La modalità per effettuare i pagamenti dei lavori, effettuati dal 1 Luglio al 31 Dicembre 2021 (periodo attualmente fissato per l’erogazione del superbonus 110%) deve necessariamente essere sempre un metodo tracciato e certificato.
– nel bonifico deve comparire il codice fiscale del beneficiario della detrazione, o di più soggetti in caso di comproprità.
– deve essere indicato il codice fiscale o partita IVA della ditta appaltata che esegue i lavori
– è necessario che nella causale di pagamento venga chiaramente indicata la norma che regola il superbonus 110%

Documenti da conservare

L’Amministrazione finanziaria ha la facoltà di richiedere la documentazione relativa agli interventi realizzati oggetto dell’agevolazione fiscale.

Vanno quindi conservati:
– il certificato di asseverazione redatto da un tecnico abilitato;
– la ricevuta di invio tramite internet o la ricevuta della raccomandata postale all’Enea;
– le fatture o le ricevute fiscali che attestano le spese effettivamente sostenute per la realizzazione degli interventi;
– la ricevuta del bonifico bancario o postale attraverso cui è stato effettuato il pagamento, per i contribuenti non titolari di reddito d’impresa.

Se gli interventi oggetto della agevolazione sono stati effettuati su parti comuni di edifici, è bene conservare anche la copia della delibera assembleare e quella della tabella millesimale, dalle quali si evince la ripartizione delle spese.

Se i lavori sono stati eseguiti dal detentore dell’immobile, è necessario esibire la dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario.

Scarica il Vademecum ufficiale ENEA.