Gli infissi di casa, finestre e porte, sono una barriera contro freddo e caldo. Costituiscono quindi un efficace mezzo per contrastare lo spreco energetico e mantenere all’interno della propria abitazione una temperatura confortevole senza ricorrere in modo eccessivo agli impianti di condizionamento o riscaldamento. Per questo motivo anche gli infissi godono dei bonus e delle detrazioni governative atte a facilitarne il cambio con modelli più performanti ed efficaci. Capiamo insieme quali caratteristiche servono per poter godere delle detrazioni fiscali e quali differenze esistono tra le varie tipologie di incentivi.

Ecobonus 50%

Partiamo da quello sicuramente più semplice da sfruttare e mettere in atto, in quanto l’ecobobus al 50% non necessita di molta burocrazia e paletti. Innanzitutto specifichiamo che il massimale da portare in detrazione per ogni unità abitativa è di 60.000 euro. Per ogni lavoro in detrazione si potrà recuperare la metà, divisa in dieci tranche annuali. Per fare un esempio, per lavori da 20.000 euro si riceveranno sotto forma di detrazione fiscale 10.000 euro da dividere in dieci rate da 1000 euro all’anno.

Le regole per poterne usufrire sono poche e molto chiare:

  • l’immobile deve essere esistente e in regola con tutti i tributi, deve essere accatastato (o al massimo in via di accatastamento) e deve possedere una centrale termica.
  • Il decreto requisiti specifica un livello di trasmittanza termica che deve essere rispettato e i cui valori devono essere presi a riferimento come obiettivo.
  • l’immobile deve rispettare tutte le norme vigenti in meteria di sicurezza, urbanistica, edilizia ed efficienza energetica prevista.
  • l’intervento deve essere una sostituzione di impianto già esistente, e non uno nuovo.
  • il costo dell’infisso non può superare certi valori indicati nell’apposita tabella redatta dal legislatore

Quali spese posso fare con l’ecobonus al 50%?

Innanzitutto è bene specificare che entro 90 giorni ogni documentazione di idoneità va spedita all’apposito sito ENEA:  https://detrazionifiscali.enea.it/

Alla pratica così creata verrà associato un codice univoco chiamato CPID che è obbligatorio conservare in caso di controlli da parte dell’autorità, insieme a:

  • fatture di tutti gli infissi acquistati con bonifico parlante e ricevute
  • schede tecniche dei prodotti con marchiatura Comunità Europea e relative prestazioni
  • dichiarazione di rispetto dei massimali imposti dall’autorità in materia di costi.

Quando posso cambiare porte e finestre con il bonus casa 50%?

In alternativa all’ecobonus sopra descritto si può utilizzare anche il bonus casa per poter detrarre porte e finestre, utilizzato in tutti quei casi in cui viene fatta una manutenzione straordinaria.

Questi sono i vari casi in esame, nei quali è possibile sia cambiare gli infissi con le detrazioni al 50% che sostituire anche i mobili di casa:

  • installazione di scale o ascensori
  • realizzazione di servizi igienici che preveda impianto idrico/elettrico
  • sostituzione di infissi esterni, serramenti o persiane con serrande, con modifica di materiale o tipologia di infisso.
  • rifacimento di scale o rampe
  • interventi di risparmio energetico
  • recinzioni di aree private
  • costruzione di scale interne all’edificio

Differenze con il bonus 110%

Non basta sostituire gli infissi di casa per poter essere agevolati dal super bonus 110%, ma bisogna effettuare dei lavori “trainanti“, ovvero più profondi e complessi, che facciano rientrare anche tutto il resto. Per esempio rientrano tra i lavori trainanti la realizzazione dei cappotti termici, la sostituzione dell’impianto di riscaldamento con uno più efficace ed efficiente, inoltre è obbligatorio aumentare di almeno due classi energetiche l’immobile in oggetto.