Incentivi e detrazioni fiscali

aggiornato al: 30/03/2018

La legge di bilancio, fino al 31 dicembre 2017 riconosce una detrazione fiscale del 65% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.
A partire da gennaio 2018, invece, così come previsto dal testo della nuova Legge di Bilancio, la detrazione scende al 50%.

In cosa consiste?
L’agevolazione fiscale consiste in detrazioni dall’IRPEF, l’Imposta sul reddito delle persone fisiche o dall’IRES, l’Imposta sul reddito delle società ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti.
Tra gli interventi per i quali è riconosciuta la detrazione c’è quello relativo al miglioramento termico dell’edificio attraverso la sostituzione degli infissi esterni. La detrazione fiscale, 65% per il 2017 e 50% per il 2018, è riconosciuta per ogni unità immobiliare e non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali.

L’importo della detrazione viene ripartito in dieci rate annuali di pari importo per un importo massimo di 60.000 euro.

Le condizioni per usufruire della detrazione

Per poter usufruire delle agevolazioni fiscali bisogna rispettare determinate condizioni:

• la sostituzione degli infissi deve riguardare solo gli edifici esistenti;
• i nuovi infissi devono rispettare le dimensioni dei precedenti;
• i nuovi infissi devono garantire l’aumento del livello di efficienza energetica con un complessivo miglioramento termico dell’abitazione;
• gli infissi devono delimitare il volume riscaldato;
• i nuovi infissi devono rispettare i requisiti di trasmittanza definiti dal Decreto 26 Gennaio 2010.

Condizione indispensabile per fruire della detrazione è che gli interventi siano eseguiti su unità immobiliari e su edifici o su parti di edifici esistenti, di qualunque categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali.

Per dimostrare l’esistenza dell’edificio si può fornire prova della sua iscrizione in catasto o dalla richiesta di accatastamento, oppure dal pagamento dell’imposta comunale se dovuta.

Gli edifici di nuova costruzione sono esclusi, in coerenza con la normativa di settore adottata a livello comunitario, in base alla quale tutti i nuovi edifici sono assoggettati a prescrizioni minime della prestazione energetica in funzione delle locali condizioni climatiche e della tipologia.

É bene sottolineare che si ha diritto alla detrazione qualora ci sia un miglioramento energetico.
La semplice sostituzione degli infissi, qualora questi siano originariamente già conformi agli indici richiesti, non è sufficiente per fruire della detrazione, ma è necessario che, a seguito dei lavori, gli indici di trasmittanza termica si riducano ulteriormente.

Il tecnico che redige l’asseverazione dovrà quindi specificare il valore di trasmittanza degli infissi presenti e asseverare che successivamente all’intervento di sostituzione la trasmittanza dei medesimi componenti sia inferiore o uguale ai valori prescritti.

Chi può usufruire della detrazione fiscale

Hanno diritto alla detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento.

In particolare:
– le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni;
– i contribuenti che conseguono reddito d’impresa, quali persone fisiche, società di persone, società di capitali;
– le associazioni tra professionisti;
– gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.

Gli adempimenti

Per beneficiare dell’agevolazione fiscale è necessaria:

– l’ asseverazione da parte di un tecnico che dimostri la conformità ai requisiti tecnici richiesti o da una certificazione del produttore;
– la scheda informativa relativa agli interventi realizzati, redatta secondo lo schema riportato nell’allegato E o allegato F del D.M. 19 febbraio 2007, che deve riportare i dati identificativi del soggetto che ha sostenuto le spese e dell’edificio su cui i lavori sono stati eseguiti, la tipologia di intervento eseguito e il risparmio di energia che ne è conseguito, nonché il relativo costo, distinguendo l’importo per le spese professionali e quello utilizzato per il calcolo della detrazione;
– attestato di certificazione o qualificazione energetica, che comprende i dati relativi all’efficienza energetica propri dell’edificio. Si ricorda che per le spese eseguite dal 1° gennaio 2008 relative alla sostituzione di finestre in singole unità immobiliari non occorre più presentare l’attestato di certificazione energetica o di qualificazione energetica.

I documenti sopra indicati devono sempre essere rilasciati da tecnici abilitati alla progettazione di edifici e impianti nell’ambito delle competenze a essi attribuite dalla legislazione vigente, iscritti ai rispettivi ordini e collegi.

Quali documenti trasmettere all’Enea?

Entro 90 giorni dalla fine dei lavori occorre spedire in via telematica, attraverso l’applicazione web dell’Enea raggiungibile dal sito www.acs.enea.it. i seguenti documenti:
– copia dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica
– la scheda informativa, allegato E o allegato F al decreto edifici, relativa agli interventi realizzati.

Il termine per l’invio della documentazione all’Enea, coincide con il giorno del cosiddetto collaudo e non come erroneamente si pensa con il giorno di effettuazione dei pagamenti.

Se, in considerazione del tipo di intervento, non è richiesto il collaudo, il contribuente può provare la data di fine lavori con altra documentazione emessa da chi ha eseguito i lavori.
Non sarà sufficiente una dichiarazione resa sotto forma di autocertificazione.

Come fare i pagamenti?

La modalità per effettuare i pagamenti varia in base alla tipologia del soggetto:
– i contribuenti non titolari di reddito di impresa devono effettuare il pagamento delle spese sostenute mediante bonifico bancario o postale, anche on line;
– i contribuenti titolari di reddito di impresa sono invece esonerati dall’obbligo di pagamento mediante bonifico bancario o postale. In tal caso, la prova delle spese può essere costituita da altra idonea documentazione.

I dati che vanno obbligatoriamente indicati sono:
– la causale del versamento;
– il codice fiscale di colui che beneficia della agevolazione fiscale;
– il numero di partita IVA o il codice fiscale del soggetto a favore del quale è effettuato il bonifico, la ditta o il professionista che ha eseguito i lavori.

Documenti da conservare

L’Amministrazione finanziaria ha la facoltà di richiedere la documentazione relativa agli interventi realizzati oggetto dell’agevolazione fiscale.

Vanno quindi conservati:
– il certificato di asseverazione redatto da un tecnico abilitato;
– la ricevuta di invio tramite internet o la ricevuta della raccomandata postale all’Enea;
– le fatture o le ricevute fiscali che attestano le spese effettivamente sostenute per la realizzazione degli interventi;
– la ricevuta del bonifico bancario o postale attraverso cui è stato effettuato il pagamento, per i contribuenti non titolari di reddito d’impresa.

Se gli interventi oggetto della agevolazione sono stati effettuati su parti comuni di edifici, è bene conservare anche la copia della delibera assembleare e quella della tabella millesimale, dalle quali si evince la ripartizione delle spese.

Se i lavori sono stati eseguiti dal detentore dell’immobile, è necessario esibire la dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario.

Scarica il Vademecum ufficiale ENEA.